Informazioni fuorvianti sul gioco online nel quotidiani australiani

Dichiarazioni rilasciate da presunti esperti, con interessi particolari sui problemi legati al gioco d’azzardo e ai casinò online, continuano a passare inosservate. L’ultimo esempio di mancanza assoluta di analisi critica, è un articolo pubblicato sul Sydney Morning Herald che sostiene che l’espansione del gioco su internet provocherà un aumento della dipendenza da gioco.

Nonostante i risultati scientifici obiettivi, che dimostrano che il gioco online è innocuo, dichiarazioni infondate ma costantemente riproposte da voci contrarie al gioco online, sembrano in grado di catturare l’attenzione dei giornalisti, in particolare di quelli che scrivono per l’Herald.

Il quotidiano afferma che probabilmente la relazione del governo sul gioco ed i suoi effetti, stilata dalla Commissione Nazionale per la Produttività, suggerirà la necessità di regolamentare i casinò online. Inoltre la perdita di milioni di dollari di entrate, andati nelle casse di casinò offshore, ha indotto i legislatori australiani a sostenere l’idea di espandere la legalità delle scommesse nel paese.

Ma coloro che si oppongono al gioco d’azzardo, guidati dall’onnipresente Senatore Nick Xenophon, dicono che “la rapida crescita delle scommesse sportive online e del poker, creerà una nuova generazione di giocatori dipendenti.”

Non solo numerosi studi, come ad esempio quello condotto dalla Harvard Medical School, hanno dimostrato che il gioco online determina solo in minima parte la tendenza alla dipendenza da gioco, ma esperti in materia di consulenza sui problemi da gioco, seri e ragionevoli, come ad esempio Keith Whyte (direttore del National Council on Problem Gambling) hanno riconosciuto che le scommesse su internet non sembrano avere un effetto rilevante sul gioco compulsivo.

Tuttavia demagoghi come Xenophon preferiscono utilizzare slogan che vanno a mascherare l’evidenza, e rifiutano l’idea di utilizzare la legge per fare aumentare le entrate nazionali provenienti dai casinò online. Anzi, il senatore sta preparando una proposta di legge simile alla disastrosa UIGEA, il divieto posto in essere negli Stati Uniti.

La cosa che stupisce di più è che i media più importanti a livello nazionale pubblichino teorie che sono state da tempo confutate, senza neanche darsi pena di fare qualche verifica.

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