I filtri australiani contro i casinò online superano i test

Nonostante le opposizioni e le forti critiche del settore dei media, l‘Australia continua il suo cammino verso la messa in atto di attività di filtraggio da applicare ai fornitori di servizi internet. Il Ministro delle Comunicazioni Stephen Conroy ha dichiarato che i test effettuati sul sistema hanno dato risultati positivi e che i filtri, che hanno l’obiettivo di bloccare l’accesso a siti di pornografia, gioco online e qualsiasi altro contenuto scelto dalla censura, entreranno in vigore dal 2010.
Diversi esperti del web hanno dichiarato che il sistema di filtraggio rallenterà notevolmente la velocità di internet, e che non sarà comunque in grado di bloccare in maniera efficace i contenuti indicati, anzi potrà coinvolgere anche siti assolutamente legittimi. Coloro che si oppongono alla censura fanno appello al rispetto delle libertà individuali, mettendo in evidenza che solo Egitto, Iran e Cina hanno fatto simili tentativi di controllo dell’accesso ad internet.
“Non abbiamo ancora avuto modo di ascoltare una chiara spiegazione delle motivazioni alla base del provvedimento, quale è la sua utilità, chi ne trarrà vantaggio, e perchè si spenderanno così tanti soldi dei contribuenti per metterlo in atto” sono state le parole pubblicate da Electronic Frontiers Australia sul suo sito internet. La lista nera dei siti che verranno bloccati, comprende casinò online, siti dedicati al sesso e altri contenuti; verrà stilata dai censori del governo, utilizzando sistemi di reclamo pubblico. Le regole in base alle quali un contenuto verrà bloccato non sono note, come lo è anche la lista dei siti vietati.
Inoltre, attività di verifica effettuate durante uno studio commissionato dal governo, hanno dimostrato che utenti particolarmente competenti in materia di web potrebbero essere in grado di aggirare il blocco. Il secondo livello di filtro, quello scelto volontariamente dagli utenti, si è rivelato ancora più fallimentare poiché ha bloccato contenuti legittimi e non è stato in grado di individuare siti illeciti, una volta su 6.
Tra le questioni aperte rispetto allo sviluppo futuro dell’attività di censura, i fallimenti ottenuti dal sistema attuale, ed il desiderio dei cittadini di essere liberi nel fare le loro scelte, pare che Conroy ed i suoi collaboratori, stiano scommettendo che i filtri contro i casinò online facciano miracoli. Mah..
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